Prospettiva inversa

by Mauro 13. October 2019 08:16

          Quello della gratitudine è un lessico inusuale per i nostri giorni in cui la spinta narcisistica volta al culto di sé pare non lasciare spazio alla riconoscenza. Tutto è dovuto e preteso o, comunque, ottenibile ad un prezzo. Inoltre la gratitudine presuppone l'ammissione della propria fragilità e il bisogno dell'altro e cioè il non potere bastare a se stessi. Questo è inconcepibile per “l'uomo che non deve chiedere mai”.

       Secondo la logica del potere molti credono che ogni persona abbia un prezzo e cercano di trovare il punto di vulnerabilità capace di corrompere il prossimo. È la prospettiva di un certo tipo di politica, delle lobby così come della criminalità organizzata. Tale mentalità genera competizione, invidia, conquista del posto, mire che si oppongono alla gratitudine, all'accoglienza gratuita e allo stupore per il dono ricevuto.More...

Consumare per non consumarsi

by Mauro 29. September 2019 13:57

      Il consumismo è retto dalla paura di “consumarsi”, consumare altro da sé assume il valore di preservarsi a discapito di qualcuno!

      Si evince, oggi, un modo di vivere i rapporti umani senza una meta da perseguire. Le nuove generazioni appaiono deprivate del diritto al futuro. Rimaste schiacciate in un eterno presente dettato dalla logica dei consumi e dell' “usa e getta” alla ricerca di sempre nuovo appagamento.

      È insaziabile la fame di bisogni indotti e il principio di piacere pare regolare le scelte che, di fatto, sono subite passivamente cioè dettate da una spinta compulsiva verso l'oggetto di turno meglio pubblicizzato.More...

Megghiu riri chi sacciu...

by Mauro 24. August 2019 20:30

          Perchè Gesù rimanda alla porta stretta da cui è necessario passare per non rimanere fuori? Siamo nella pagina del vangelo di Luca (13, 22-30) e questa domenica il tema in questione è la salvezza, ma la domanda che viene posta è sulla quantità, quanti avranno meriti per ottonere il premio eterno. Gesù, invece, riporta l'attenzione sulla qualità dell'esistenza e, dunque, sul come arrivare alla meta attraverso una relazione.

           Il cammino verso il Cielo non è lastricato di dottrine da imparare o di buone azioni da compiere ma è retto come da una corda, la fede di ciascuno, che permette di vivere la relazione con il Maestro, l'unico che può suggerire la strada da percorrere fino a farci scoprire che Lui stesso si è fatto strada per amore nostro. La Via è Cristo, dunque, e percorrerla equivale ad approfondire l'amicizia e la relazione con Lui.More...

La ricchezza o è per tutti o non è!

by Mauro 4. August 2019 10:16

       Passare dalla logica di divisione a quella della comunione è la grande sfida del nostro tempo. I beni o vengono assolutizzati e quindi trattati con cupidigia, oppure vengono assunti come strumentali alla meta che si desidera raggiungere. Nel primo caso si assisterà a rapporti competitivi e a continue ferite relazionali mentre nel secondo troveremo la libertà propria della condivisione il cui principale effetto è la comunione. 

       Un passaggio basilare che fa da discrimine tra il credente in Dio e l'uomo idolatra. La società dei consumi fa del possesso il luogo della felicità, la cultura propinata dunque è quella dell'avere per essere, dell'apparire per valere, del successo ad ogni costo per realizzarsi. A volte anche i percorsi psicologici sono orientati a questo criterio di riferimento in cui la capacità di adattamento e, pertanto, di salute mentale viene equiparata alla capacità di risponderere alle performance richieste secondo questi assiomi generalizzati. E quando per spirito critico un cittadino si ribella a quella che considera una gabbia relazionale o una sterile egolatria, il rischio è quello della emarginazione o, addirittura, della diagnosi antisociale!More...

Non è questione di merito

by Mauro 2. August 2019 15:24

   Come può un pover'uomo destare così tanta ammirazione? Sarà forse l'idealizzazione romantica a farci tornare a Francesco d'Assisi? Non comprendiamo bene come mai, eppure la società opulenta dei nostri giorni continua a volgersi alla figura di Francesco con una sorta di ammirazione reverenziale, credenti di ogni fede e potenti di ogni dove continuano ad essere affascinati dal povero di Assisi.

Se volessimo riassumere il tratto peculiare di Francesco, approfondendo la sua vita e depurandola dall'immaginario cinematografico potremmo rintracciarlo nella sua capacità di perdono e, dunque, di misericordia.

La vita di Francesco d'Assisi ancora oggi, a distanza di ottocento anni, rimane avvincente e misteriosa in quanto rivela la profonda conoscenza di Dio che manifesta il suo essere “Trinità semplice” attraverso l'agire misericordioso. La contemplazione e l'intima esperienza che Francesco ne ebbe lo portò a chiedere al Signore e alla Madre Sua, durante una notte di profonda preghiera alla Porziuncola, il perdono per l'umanità di tutti i tempi.  

È così che, nel mentre che a Selinunte si svolge il  Google Camp in cui star dello spettacolo, dirigenti di grandi multinazionali e potenti del mondo discutono di temi di attualità e delle questioni inerenti all’evoluzione del pianeta, con tutta la Chiesa torniamo a celebrare la festa del “Perdono d'Assisi”, quale centro di ogni speranza.More...

Un'altra umanità

by Mauro 28. July 2019 09:45

          Qualcuno vorrebbe farci credere che il nostro è un tempo senza radici, un'epoca in cui il legame e la continuità  siano qualcosa di desueto e contrapposto alla vera libertà.

          Qualcuno vorrebbe convincerci che per la nostra felicità tutto debba essere in continua novità, fluttuante e senza stabilità.

         Qualcuno, ancora, pretende che l'interesse per l'altro debba essere segnato da criteri di convenienza e quando la persona diventa “inutile”, allora, può essere equiparata ad una cosa da gettare dopo che la si è usata.

         Piuttosto conosco un'altra umanità capace di resistere agli abbagli delle apparenze e che continua a lottare per custodire briciole di umanità in questo mondo che sente troppo anonimo e ripiegato su se stesso. È la gente che nutre il dubbio dell'illusorietà di parole dettate dal successo e dalla dimostrazione di potere.

Meraviglioso dubbio quello di chi, sebbene minacciato e schernito, continua a nutrire valori di giustizia e di solidarietà, di gratuità ed accoglienza spendendosi quotidianamente fino a pagare in prima persona pur di rimanere alla ricerca dell'altro. More...

Il cambiamento abbisogna di Visione

by Mauro 19. July 2019 16:39

         Oggi con i giovani di Danisinni abbiamo commemorato il ventisettesimo anniversario in cui il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta persero la vita per vile mano mafiosa. Eravamo insieme ad altri ragazzi della nostra Città in questura per riflettere e restiuire senso alle cose di oggi facendo tesoro della memoria di chi ci ha preceduto. 

            Sono giorni, questi, in cui un diciannovenne sedicente cantante neomelodico in un programma televisivo nazionale parla di "conseguenze" additando il Male come una sorta di necessaria conseguenza del Bene, giorni in cui l'opinionismo è elevato a cultura e l'ignoranza vorrebbe fare scuola.

          Non sa questo giovane e non è il solo, che la nostra terra è oggi più feconda grazie al sangue di martiri come Falcone e Borsellino insieme agli agenti di scorta, don Pino Puglisi o, ancor prima, Piersanti Mattarella, Carlo Alberto dalla Chiesa e una innumerevole schiera di testimoni e uomini illustri come il maestro originario di Porto Empedocle, Andrea Camilleri, che ci ha lasciati ieri.More...

La gratitudine è generativa

by Mauro 28. April 2019 10:22

    Pare sia smarrita la capacità generativa ossia la capacità di trasmettere libertà ed espressione di vita alle nuove generazioni. Romano Guardini, un prete figlio di emigrati che si trasferirono in Germania agli inizi del secolo scorso, affermava: «Quando non si riconosce nella realtà stessa l’importanza di un povero, di un embrione umano, di una persona con disabilità – per fare solo alcuni esempi – difficilmente si sapranno ascoltare le grida della natura stessa»

Fino a quando l'umanità continuerà a fare calcoli e, dunque, ad investire cifre da capogiro sugli armamenti o a mantere lo sfruttamento dei popoli più poveri per gli interessi economici dei Paesi più ricchi non troveremo pace e autentica felicità.

Fino a quando la questione climatica e il relativo inquinamento ambientale rimarrà ai margini del dibattito politico continueremo ad avere milioni di vittime senza che alcuno si chieda il perchè.

Fino a quando le Città saranno organizzate secondo criteri di profitto come nel caso dei quartieri dormitorio o dei grandi centri commerciali aperti a tempo pieno seguendo precise pianificazioni che vengono intese come “periferie funzionali”, il risultato sarà un sempre maggiore malessere a discapito dei processi di umanizzazione.More...

I primi 1000 giorni

by Mauro 25. April 2019 10:18

       A Danisinni la sfida educativa è diventata rigenerazione urbana, in quanto, sfida sociale. Da anni la Comunità dell'antico rione, che ha trovato nella parrocchia Sant'Agnese il suo unico presidio sociale, riflette e al contempo si sbraccia per promuovere buone prassi di cura e di riscatto dei luoghi mettendoli a servizio della popolazione locale.

       Un graduale intervento di rammendo che ha coinvolto fabbricati che giacevano ammalorati e, ultimamente, un fondo in cui i volontari di Sant'Agnese hanno realizzato una fattoria urbana condividendo competenze e lavoro quotidiano fino a tassarsi per acquistare il necessario per l'attuazione dei progetti.More...

Riconoscere è più che vedere

by Mauro 7. April 2019 15:46

         Siamo abituati ad assistere a continue battaglie ideologiche dalla politica alla religione, dall'economia alla medicina, battaglie che sovente denunciano una mancanza di visione e di reale progetto.

        La contrapposizione pretestuosa, in quei casi, viene ad impedire l'evoluzione delle questioni e ciascuno pare trovare appagamento nel sentirsi vincitore dialettico sull'altro.

           Realizzare un quartiere dormitorio così come abbattere un asilo per fare una piazza al suo posto dice che manca una visione d'insieme che coniughi benessere umano e custodia dell'ambiente, qualità di vita e bellezza, ripercussioni sociali di ogni luogo abitato o espropriato.

Questo anche perchè i criteri di funzionalità non sempre corrispondono al reale beneficio, si pensi allo stile dell' “usa e getta” che nell'immediato ha una parvenza di praticità ma a lungo andare produce disastri ambienali e, dunque, umani.

In simile scenario il nostro tempo ha bisogno di recuperare il tratto fraterno, dove l'altro non è più considerato un nemico con cui competere o da usare, ma una risorsa con la quale evolversi. È solo così che il confronto dialettico e la possibilità di critica diventano fucina creativa e le relazioni umane fungono da ponte per costruire bene comune.More...

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