La parole rubate

by Mauro 23. maggio 2017 23:02

     Questa sera in un teatro Massimo gremito di palermitani abbiamo ascoltato le parole rubate o, meglio, il silenzio lasciato da quelle parole che in quei 57 giorni sono scomparse dalla Città che accoglieva i due magistrati, Falcone e Borsellino. Loro nell’anno 1992 concludevano la loro eloquente missione ma questa non ha smesso di attendere nuove parole, testimoni capaci di dare seguito con la loro storia a quella narrazione comunitaria.
La vita, quella di chi non vive per se stesso ma di chi fa della propria esistenza un impegno per la dignità comune, è un quotidiano consumarsi che, in quel caso, né il cratere all’imbocco di Capaci e neanche la chilometrica scia di vetri in frantumi di via D’Amelio poté arrestare.More...

Giubileo di Danisinni

by Mauro 14. maggio 2017 14:37

    Con la celebrazione di questa mattina la Comunità di Danisinni ha iniziato l’anno giubilare, a cinquant’anni dalla costituzione della nuova parrocchia Sant’Agnese, comincia ora un anno di memoria e transito, di riscoperta e stupore per il grande dono ricevuto e il gran Bene che si è realizzato durante la storia di mezzo secolo.More...

Rinasce chi si lascia amare

by Mauro 23. aprile 2017 10:26

            L’esistenza di ciascuno può trascorrere a porte chiuse, quasi con la parvenza di stare al sicuro, proteggersi ed essere felici. Assistiamo attoniti alla meticolosa pianificazione di alcuni che stanno a scorgere nemici e a cercare sempre nuove strategie di difesa fino alla guerra “preveniente”, qualora l’altro avesse intenzione di attaccare!
           È la paura a reggere la logica di inimicizia e di antagonismo. Le guerre, tutte le guerre, sono rette dalla paura, si pensi oggi a quel che sta accadendo nello scenario mondiale e a come la paura generi nuovi nemici con cui contendere.
           Uomini e donne, così come intere nazioni, impegnati in questa postura di vita dimentica che l’altro è parte di sé e che, in fondo, il vero nemico non è fuori ma dentro se stessi quando non si è riconciliati con la propria storia.More...

La buona battaglia/3

by Mauro 15. aprile 2017 20:38

    La Pasqua ci svela il senso delle cose, la battaglia che stiamo affrontando nel nostro quotidiano. Le donne che si recano al sepolcro continuano a nutrire un desiderio d’incontro con il proprio Signore, sono ferite ma ancora continuano a cercare anche se di fatto portano una memoria di morte, è il Cristo deposto nel sepolcro che cercano.

Spesso il combattimento della vita è distorto dalle ferite che portiamo. Loro erano deluse e addolorate, avevano visto crollare il Maestro perché ancora leggevano quell’evento, la Crocifissione, secondo categorie di progetto e di successo di vita. La loro memoria non riesce a superare la morte, portavano l’umana consapevolezza dei limiti della propria natura ed in particolare la paura di perdere e di vedere finire tutto. È il timore di tutta l’umanità, il timore primordiale che ha fatto della relazione con Dio un nascondimento, un sottrarsi al suo sguardo.More...

La buona battaglia/2

by Mauro 15. aprile 2017 10:20

    La vita spirituale abbisogna dell’ascolto della Parola, si tratta di rimanere in essa per lasciarla sedimentare e, man mano, fecondare.

Sappiamo bene che potrebbe scaturire una sorta di angoscia per il mancato effetto subitaneo. Il silenzio spirituale, così come l’aridità nel percorso, potrebbero essere confusi con la mancanza di cammino o dubbio sulla veridicità dell’Interlocutore e della sua Parola. Per la naturale progressione spirituale è necessario lasciar perdere l’euforia di un momento o la ricerca esterna, a volte estenuante, di segni e sensazioni come se la vita spirituale fosse ridotta a percezione esterna. Il cammino spirituale, piuttosto, presuppone lo scendere in profondità per cambiare, dal di dentro, il gusto e lo sguardo verso le cose del mondo.

Il contrario equivarrebbe a ridurre il segno di Dio, ad esempio, nella bellezza fisica di una persona o nella sua capacità performativa e, di conseguenza, a misconoscere la presenza e lo sguardo di Dio su una persona brutta d’aspetto o limitata, deformata nel suo corpo. Lo stesso vale quando si cerca conferma della propria vita spirituale in una sorta di quietismo o pace da corso yoga.More...

La buona battaglia/1

by Mauro 11. aprile 2017 10:11

    Oggi si parla poco di cammino spirituale in termini di combattimento o di lotta per custodire la buona battaglia. Eppure ciascuno si trova impegnato nel far fronte a parecchie sfide quotidiane. In un tempo ipercinetico, e di simultanee connessioni con il mondo circostante, le sollecitazioni sono sempre più pressanti e molteplici.

Tanti pur misconoscendo la loro dimensione spirituale restano comunque affascinati dalla magia e dai rituali che finiscono col consegnare le proprie scelte ad un talismano. Altri si rifugiano in pratiche meditative, corsi yoga capaci di dare una maggiore concentrazione e parvenza di potere per meglio affermarsi nella ascesa sociale, meta ricercata come divinità a cui paiono consacrarsi. Non mancano, altresì, quanti ricorrono a stupefacenti per avere una massima resa , sentendosi in dovere di spostare sempre più il limite del loro essere “umani”.

Assistiamo, pertanto, ad uno smisurato ventaglio di arrangiamenti che, di fatto, denunciano il proprio bisogno di cura spirituale anche se finiscono, puntualmente, con lo schiavizzare l’individuo in gabbie esistenziali sempre più fitte e asfissianti.More...

Identità tradite

by Mauro 26. marzo 2017 09:43

        La qualità di un prodotto non dipende soltanto dalla sua bontà o integrità nutritiva, è anche relativa al riconoscimento dei diritti della gente che vi ha lavorato per produrlo. Tanto si è abituati all’assenza del volto dell’altro da non considerare la storia di un oggetto o di un cibo, misconoscendo quale prezzo ha pagato l’umanità che lo ha offerto sul mercato di casa nostra. 

         La scrittrice Hannah Arendt affermava che il lavoro imposto dal bisogno riduce in schiavitù. È a questo stato di cose che si è ribellato il giovane camerunense Yvan SagnetMore...

La voce di uno, il grido di molti

by Mauro 25. marzo 2017 10:31

           Il lavoro imposto dal bisogno riduce in schiavitù, affermava Hannah Arendt. C’è da pensare, oggi, che la persona privata del diritto al lavoro venga, di fatto, esclusa dalla partecipazione alla creazione del nostro mondo, quello in cui vive e di cui è reso mero spettatore. 

Soccombere alla nuova tratta di essere umani può essere mai l’unica proposta possibile?  

 

Ciascuno diventa quel che Ascolta

by Mauro 19. marzo 2017 10:07

         Il sogno collettivo, l’economia di condivisione, pare un ideale ormai tramontato tanto le prospettive socio-politiche odierne, in modo unanime, sembrano spingere verso l’individualismo più grande. Ne è prova il fatto che l’economia è posta al di sopra del pensiero politico e dell’interiorità della persona.

            In tale scenario l’emancipazione viene associata allo svincolo da ogni legame e la fedeltà colta come un qualcosa di negativo da aborrire. L’individuo, spinto ad autodeterminarsi, è sciolto da ogni vincolo e parvenza di limite. È così che nasce la solitudine e la frammentazione dell’io, la consegna della costruzione identitaria all’immagine di turno, quella che più risponde all’opinione pubblica, fino a determinarsi un nuovo credo su cui poggiare la propria esistenza.

Non a caso il termine ebraico ‘mammona’, dalla radice ‘mn, significa “avere fede, fiducia, affidamento’. Ciascuno professa la sua fede, anche se qualcuno pensa di farne a meno. Il punto è discernere in cosa credere?More...

Zero per Settecentomila uguale Zero!

by Mauro 15. marzo 2017 10:29

     L’efferato omicidio di Marcello Cimino consumatosi la scorsa settimana davanti alla mensa San Francesco, a Palermo,  è il sintomo di un malessere profondo che attanaglia la nostra società.

                  Il gesto disperato ed incongruente di un povero, Giuseppe, che ha perso la bussola della sua esistenza, non può essere riepilogato in un mero raptus di follia, piuttosto è il frutto di vite ripetutamente spezzate, narrazioni interrotte, esistenze misconosciute e ridotte a vivere ai margini delle nostre Città. È il prodotto della società dei consumi che riconosce alcun valore a chi non ha disponibilità economiche ed esclude sempre più il povero fino a considerarlo “uno zero”!More...

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