Siamo tutti debitori

by Mauro 13. dicembre 2018 10:47

       Abbiamo bisogno di riappropriarci di termini come “gratuità” e “gratitudine”, e non tanto per una questione lessicale ma per restituire dignità all'umano, proprio perchè siamo stirpe capace di dono gratuito e di gioia per il fatto stesso di esistere. La gratuità presuppone la gratitudine!

       L'essere nati è il primo dono che non è affatto scontato, esserci con la propria unicità è già un regalo  e questa esperienza pone, fin da subito, in relazione con l'altro da cui si è accolta la vita. L'esperienza cristiana, poi, non si ferma a riconoscere la natura in quanto tale ma parla di creato in quanto vi riconosce l'impronta del Creatore. L'ambiente e chi lo abita, pertanto, sono frutto di un desiderio ed è questa volonta a permettere che le cose siano.More...

Tempo di Avvento per restare umani

by Mauro 9. dicembre 2018 08:52

  Ci sono eventi che spiazzano perchè non programmati, fatti imprevedibili che destano meraviglia e il relativo bisogno di ripensare la propria esistena. Sembra che l'agire di Dio nella Scrittura venga puntualmente descritto in questi termini,  il Suo ingresso nella storia dell'umanità rompe lo schema linerare di causa ed effetto in quanto introduce la categoria della “possibilità”. È la logica della misericordia che non si lascia fermare dal peccato dell'uomo cadendo in una sorta di retribuzione a seconda delle prestazioni ottenute. Dio è molto di più dell'agire umano eppure tesse la sua opera attraverso la risposta dell'uomo!More...

Il tempo dell'attesa

by Mauro 5. dicembre 2018 10:03

      Stare nel tempo dell'attesa è un'arte rara ai nostri giorni. Abituati a trattare l'esistenza in base ai risultati e alle soluzioni immediate sembra del tutto inutile attendere, stare in fila o nella sala d'aspetto. Addestrati a riempire ogni tempo, anche in ascensore intenti a smanettare con lo smartphone, sembra assurdo non occupare il tempo.More...

Ogni cosa ha la sua stagione

by Mauro 2. dicembre 2018 08:34

      L'esistenza umana scorre sul piano della imprevedibilità. Se da un lato possiamo provare a misurare il tempo mai arriveremo a controllarlo o fermarlo. A ciascuno è dato di vivere e di essere nel tempo, e proprio per questo non è appropriata l'espressione “non ho tempo” in quanto il tempo non lo possediamo affatto!

       La spiritualità cristiana offre un criterio per stare nel tempo, vigilando perchè altrimenti si potrebbe essere portati da una parte o dall'altra a seconda delle spinte di turno ma senza consapevolezza, dunque in balìa delle mode del momento.More...

Fede è tenersi

by Mauro 28. novembre 2018 20:02

       Nel cammino quotidiano abbiamo bisogno di scoprire quale relazione regge la nostra esistenza e su cosa poggiare ogni cosa per continuare a camminare. Abbiamo bisogno di venire fuori da rapporti schiavizzanti, da relazioni di dipendenza che impediscono l'ascolto ed il desiderio proprio della fede.

        La fede, infatti, è desiderio. Ben altra cosa sono i rapporti basati sulla brama di conoscere per possedere l'altro, come se questo fosse davvero possibile!

        La fede è intuizione, apertura al mistero, riconoscimento che ogni cosa nella sua essenza è indicibile e di fronte alla presenza di Dio occorre semplicemente tacere.

      La fede scaturisce dall'ascolto, dal fare spazio dentro di sé affinchè la presenza dell'Altissimo possa trovare una breccia per raccontarsi.More...

Apparire o esserci

by Mauro 25. novembre 2018 08:16

    La testimonianza di vita non è frutto di una dimostrazione, non emerge dal dovere giustificare quel che si è ma è l'espressione epifanica di un'esistenza, di un modo di stare nelle questioni quotidiane, una postura che orienta il cammino di una persona.

Non si tratta di convincere i propri interlocutori, dunque, ma di rivelare quel che si è anche se questo tradisce l'aspettativa altrui.

    In genere assistiamo, piuttosto, a scene di ordinaria affermazione attraverso l'aggressione verbale, l'esibizione della propria immagine e del potere legato ad essa. Palcoscenici di prepotenze che vorrebbero soggiogare il prossimo o isolarlo perchè magari ha un pensiero differente o una storia diversa dalla propria.More...

Quando il legame diventa catena

by Mauro 21. novembre 2018 20:12

      Quando l'essere umano passa dalla competizione al bisogno dell'altro può accadere che si sbilanci in un rapporto di appoggio in cui si svende per mantenere l'altro legato a sé o dove l'altro viene oggettificato e trattato come qualcosa da possedere.

      È quel che accade quando si idolatra un'altra persona, quando si cerca di fuggire dal quotidiano o di evitare il limite rifugiandosi in un'esperienza di parvente onnipotenza.

     L'essere umano è fatto per il legame, nessuno può vivere da solo. Eppure alcuni legami diventano catene e, anziché favorire l'espressione originale della propria vita, la imprigionano fino a spegnerla.More...

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Quando ancora era lecito parlare di accoglienza

by Mauro 20. novembre 2018 12:24

   Recupero la foto di un vecchio murales realizzato quindici anni in un tempo in cui era ancora lecito parlare di accoglienza ma il dramma Mediterraneo stava per esplodere.More...

L'ecologia del tempo

by Mauro 18. novembre 2018 07:49

     Viviamo giorni senza tempo, stagioni senza nome, come a dire che camminiamo stando in area di sosta. È l'esperienza che abbiamo nell'era della postmodernità quando il possesso dei beni di consumo è assunto a meta della propria vita. L'avere non è più strumentale a raggiungere una meta, anzi, la materia da possedere  diventa sempre più il fine da perseguire.

     Il web ha aperto una finestra sul mondo e da allora non siamo più gli stessi. Resi capaci di affacciarci in ogni luogo ed in ogni tempo abbiamo iniziato ad esplorare vorticosamente i luoghi, l'umanità e la sua storia avendo la parvenza di conoscere. Ma quando tutto è diventato a portata di click, di fatto, abbiamo perso lo stupore, la capacità di lasciarsi affascinare dalle cose, abbiamo perso il senso del tempo che ci prepara all'incontro e, dunque, alla conoscenza relazionale. More...

Se mi aggrappo mi freghi

by Mauro 14. novembre 2018 07:46

  La spinta dei nostri giorni, sotto lo slogan “tutto intorno a te”, è volta all'individualismo la cui difesa passa per la competizione con l'altro e la continua corsa all'affermazione di sé. Non c'è spazio, dunque, per l'accoglienza in quanto ciò comporterebbe il perdere qualcosa e, dunque, l'affrontare dei costi. Sì l'interesse per l'altro ha un costo.

Eppure nell'isolamento competitivo l'uomo è privato della parola, non trova più qualcuno a cui raccontarsi e ciò fino a quando non riconoscerà, forse per la prima volta, il reale bisogno dell'altro.More...

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