Sostare per imparare a camminare

by Mauro 14. September 2012 12:00

    Torno da un periodo di ritiro, tempo di nutrimento e di sosta necessario per focalizzare la direzione della vita.

      Nella tradizione cristiana il ritiro per un tempo di sosta così come per il pellegrinaggio, esprimono il ritirarsi dal mondo per ri-comprendere il senso dello stare nel mondo.
      In entrambi i casi si parte dal già conosciuto per andare altrove, in un luogo nuovo ove ritrovare le proprie origini. Ritiro e pellegrinaggio esprimono stabilità e movimento, condizioni necessarie al vivere umano: l’eccesso dell’uno o dell’altro, sbilancerebbe la persona o nel baratro depressivo o nel vortice dell’alienazione fuori di sé.
      L’esperienza cristiana è esperienza esodale, nasce da un esodo, un venir fuori per trovare direzione che è, al contempo, un entrare dentro per ritrovarsi.
      Quando anni fa ho percorso il Cammino di Santiago, mi rendevo conto di come l’umanità intera è in cammino, in ricerca. Guardando i tanti che percorrevano lo stesso selciato vedevo come tante esistenze, con storie parecchio diverse, fossero alla ricerca dell’unica meta.
      È indubbio che il nostro tempo ha decuplicato gli stimoli che quotidianamente ciascuno riceve ma questo potrebbe, paradossalmente, arrestare la capacità dell’essere umano di riflettere, elaborare, contemplare.
      Il contemplare è sempre punto di partenza e punto di arrivo. Per contemplare abbiamo bisogno di decentrarci, guardare fuori da noi stessi la realtà che ci circonda per quella che è, e non per come la vorremmo noi. Nel contemplare c’è un accogliere, un lasciarsi interrogare, è da questo atteggiamento che nascono le emozioni e le risonanze della vita.
      Riflettere è proprio del lasciar risuonare, dell’essere cassa di risonanza e non rigidi incasellatori entro i propri schemi. È il permettere al nuovo di dire e, al contempo, lasciare che la propria vita dica, a partire da ciò che ciascuno è ed ha già maturato. La riflessione non è mai astratta, è peculiare per ciascuno, ed è frutto di questo profondo rispetto dell’altrui e della propria storia.
      L’elaborazione è l’arte intuitiva, non è la costruzione lineare ma la connessione che crea qualcosa di inedito, di straordinariamente nuovo.
       Ma l’intuizione è esperienza propria della Comunità umana là dove si apre alla Comunione. Le grandi idee nascono per intuizione quando più esseri umani condividono del proprio. È per questo che nel mondo classico prima il simposio e poi l’agorà erano il luogo di questo incontro e della invenzione del nuovo, così come della progettazione politica. Lo stesso vale per i salotti letterari, per i caffè.

        Luoghi di conversazione ove le idee condivise diventano profezia.

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educativa di strada | Ricerca di Dio

Comments (1) -

cristina parrino
cristina parrino Italia
9/20/2012 12:28:57 PM #

Bentornato!
Dopo quasi un mese di pausa, poter leggere nuovamente le tue  riflessioni mi aiuta a trovare il mio tempo di sosta...per contemplare, riflettere ed elaborare!
E' un dato di fatto che la frenesia della nostra vita ci svia, ci toglie qualcosa, e allora per me diventa una lotta anche il riuscire a ritagliarmi un tempo in cui mettere tutto in standby per gustare con calma la dolcezza del silenzio (dentro e fuori di me). Per questo l'appuntamento con le riflessioni sul brano evangelico della domenica mi consentono di "allenare" la virtù della costanza (che purtroppo mi manca spesso)...grazie!

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