Oltre la paura di vivere per se stessi

by Mauro 26. agosto 2018 09:48

       Non sempre le parole rivelano quel che si cerca, molti oggi parlano di libertà eppure cercano dei “poteri forti” a cui assoggettarsi, è quel che accade con le mode o gli stili di vita, le scelte secondo gli orientamenti di massa. Anche chi è controtendenza, spesso asseconda la voga di turno.

      Se l'anticonformismo fa tendenza da un lato, dall'altro il vivere aderendo ad una fede viene tacciato di anacronismo e, sovente, deriso.

       Nella cultura sociale dei nostri giorni si manifesta una profonda esclusione del diverso e si assiste ad una incessante spinta omologante che vorrebbe azzerare le diversità, in funzione di un pensiero laicista che vorrebbe affermare, così facendo, i principi di libertà ed uguaglianza.

È con questo sentire che Gesù viene a scontrarsi già duemila anni fa. Un pensiero che proiettava su Dio una immagine onnipotente e vincitrice, una sorta di eroe a cui rimanere assoggettati per averne protezione e riconoscimento. Il credo d'Israele legato ad una sorta di retribuzione aveva dimenticato la relazione con Dio basata sulla fiducia e l'ascolto, il popolo aveva iniziato ad investire maggiormente sull'appropriazione e cioè sul garantirsi sicurezze per la vita.

Il popolo aveva fatto esperienza dei prodigi del Signore che per espugnare Gerico non si era avvalso del numero dei prodi soldati d'Israele. Le mura, infatti, erano cadute ma per la fede nell'unico Dio.

Quella terra era divenuta, nel tempo, motivo di contesa e di rivendicazione, e la pretesa di possesso aveva portato ad affidarsi ad altre divinità propiziatorie, al pari di chi oggi va da maghi e fatucchieri per avere successo in amore, negli affari o, ancora, per fare del torto a qualcuno.

Nella pagina del Vangelo (Gv 6, 60-69) che meditiamo questa domenica troviamo analoga discrepanza tra quanto Gesù rivela di sé e del rapporto col Padre suo e le attese degli astanti, compresi i discepoli. Quando Lui si identifia con “il pane disceso dal cielo” le aspettative di onnipotenza e magnificenza vengono disattese proprio perchè, così dicendo, afferma che il tutto si rivela nella precarietà della sua carne.

È ben diverso sentirsi custoditi e guidati da chi si mostra limitato a motivo della sua fattezza e che afferma di avvalersi dell'unica arma dell'amore fino ad andare incontro alla croce così equipaggiato.

L'essere umano è disposto a piegarsi davanti ad un “grande” che dimostra la sua supremazia sugli altri, ed è per questo che tanti leader hanno successo fino a diventare dei veri dittatori, si pensi ad esempio a quel che è successo in tempi recenti nella nostra storia. Consegnare la propria esistenza ad altri rassicura, è una funzione di delega che apparentemente alleggerisce la vita ma al prezzo della libertà!

La questione, allora, si pone proprio sul senso di libertà che ciascuno persegue. Quando viene intesa quale “assenza di vincoli” o come “capacità di affermarsi sull'altro e sugli eventi”, si inizia un itinerario che porta a puntuali schiavitù in quanto: senza limiti si inizia a girare a vuoto cercando di appagare il vuoto crescente senza una direzione definita; e nel caso dell'affermazione di sé si finisce col cercare notorietà e divenire schiavi dell'audience di turno o, ancora, scadere nell'individualismo alienante perchè si cerca di prevaricare il prossimo perdendo ogni opportunità di relazione.

Rintracciamo, piuttosto, la libertà nella capacità di stare in una scelta rinunciando a tutte le altre possibili, quando sosteniamo il prezzo di una direzione senza tirarsi indietro a motivo della paura per la minaccia di perdere qualcosa. 

Si è veramente liberi quando viene meno la paura di vivere per se stessi ed è quel che mostra Gesù facendosi “pane” per nutrire l'umanità tutta.

Fino a quando la relazione con Dio sarà inficiata dal pensiero che Lui possa togliere qualcosa, allora non ci sarà comprensione di quel che Gesù ha rivelato con la sua vita. È necessario il condividere per ritrovare gusto di vita, è necessario lasciarsi nutrire e non pretendere di vivere per se stessi, lì sarà bellezza. 

 

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