Fare della propria vita un dono di Comunione

by Mauro 27. April 2014 10:30

             La vera misericordia è più che gettare una moneta ad un mendicante;

           è arrivare a capire che un edificio che produce mendicanti ha bisogno di ristrutturazioni.  Martin Luther King
        Papa Francesco durante la celebrazione in cui vengono canonizzati Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII sta ricordando come loro non hanno avuto paura di toccare la carne del loro prossimo. È questa la novità della vita evangelica che viene proposta all’umanità intera, la “ristrutturazione” che non si realizza mediante un part-time, ma con l'esserci a tempo pieno.More...

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Dalla meta dipenderà il senso del cammino

by Mauro 20. April 2014 00:01

         Oggi celebriamo la Pasqua, il passaggio, attraverso la morte, alla vita eterna, la resurrezione è la vita eterna. Questa rimarrebbe una “definizione” vuota, priva di significato se non avesse una premessa: la Pasqua è relazione con Dio, è vivere oggi questa rapporto filiale.
           In un tempo in cui più che mai cerchiamo elisir di lunga vita la Pasqua ci dice che possiamo andare talmente oltre da avere l’eternità. È da precisare che le pozioni per avere vita di fatto hanno una prospettiva limitata nel tempo, sono affanni per il domani.
          La Pasqua invece rimanda ad un nuovo senso del presente e, questo, aperto all’eternità. Scompare la prospettiva del domani, ciò non significa che per il cristiano la vita non è compito quotidiano o che non ci sia progettualità, piuttosto  viene evidenziato che ciascuno ha un quotidiano da vivere responsabilmente e la qualità del giorno presente è data dalla meta finale per cui si vive. E nel presente c’è già una scoperta che è la vera Pasqua cristiana: Dio è mio Padre e, di conseguenza, questa relazione è eterna.
          C’è una distorsione del pensiero cristiano che viene a confondere questa verità di fede. Molti pensano che il Paradiso è frutto del “comportarsi bene, del meritarsi il premio”, questo è moralismo che non ha niente a che vedere con la fede cristiana. More...

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Il rischio di sprecare per custodire

by Mauro 14. April 2014 12:00

           Continua la nostra lettura esistenziale attraverso il Vangelo della settimana santa. Oggi al centro sta un gesto di estrema attenzione all’altro: un vaso di Nardo pregiato viene cosparso sui piedi di Gesù ed asciugato con i capelli della donna che ha compiuto quel singolare gesto.
           Il profumo è il segno dell’amore, ieri come oggi, è fatto per essere donato e l’accoglierlo diventa percezione sensibile, racconta anche al buio della presenza di chi ha accolto. Tuttavia può essere usato per dominare, catturare l’altro, può indicare eccentricità o desiderio di dominio.
         Comprendo che ai più il Libro sacro dei cristiani appare come una favola e nel mentre quotidianamente mi rendo conto che molta gente, la quale crede di avere rigore scientifico e pragmatico nel proprio pensiero, di fatto si affida alle favole.More...

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Tre verbi difficili da coniugare: La Settimana Santa

by Mauro 12. April 2014 18:00

         Quella che ha inizio oggi è una settimana speciale per i cristiani, una settimana caratterizzata dal racconto della passione morte e resurrezione di Gesù. Patire, morire e risorgere, sono verbi difficili da coniugare per l’uomo di ogni tempo eppure tutta la vita dei discepoli passa per questo continuo processo, dal patire al risorgere.
           È una follia, mi rendo conto, quanto di più assurdo si possa pensare, la fede cristiana è una sfida per il sentire del nostro tempo, fin troppo abituato a razionalizzare e, al contempo, ad affidarsi a pseudo-verità, magari fondate su un romanzo che ha l’autorevolezza di un best seller e che, proprio per questo, assume criteri di scientificità.
          L’evento dell’incarnazione contravviene al sentire comune. L’umanità sembra cercare il significato della propria esistenza attraverso una sempre maggiore emancipazione ed autonomia a cui mette la veste di “liberta”. Come a dimostrare agli altri che l’evoluto è colui che non ha bisogno di nessuno!
          Abbiamo confuso l’autonomia, meta evolutiva propria dell’età adulta,  con il bastare a noi stessi senza bisogno dell’altro. È così che i legami sono percepiti in una prospettiva utilitaristica, o comunque ego-centrati. Si perde sempre più il gusto del condividere, dell’apertura per donare all’altro, il rispetto del limite proprio di ogni rapporto: l’altro in quanto tale è differente da me e nel rispetto di questa distanza, continuamente contrattata, si gioca l’incanto di un’amicizia e dell’amore. Con la logica utilitaristica del “tutto e subito” invece perdiamo prospettiva, capacità di osservazione e di ascolto, come se si volesse contemplare la bellezza di una tela stando addossati ad essa, come a “mangiarla”.
              Cosa c’entra questa risonanza con la settimana che ci apprestiamo a vivere? Quale libertà e limite vengono prospettati? Il cristianesimo è religione che orienta alla dipendenza? More...

L’Opera segno è sfida o autocelebrazione?

by Mauro 15. March 2014 08:30

            Oggi concludiamo l’accompagnamento, per la formazione base degli operatori Caritas della Diocesi di Mazara del Vallo, volto alla costituzione di un Osservatorio delle povertà e delle risorse.

        Un percorso annuale che è stato preceduto negli anni passati dall’accompagnamento degli animatori Caritas che attualmente prestano servizio presso i Centri di Ascolto distribuiti nelle parrocchie della Diocesi.
         L’Osservatorio si propone quale strumento di straordinario rilievo per la Chiesa locale, e non solo,More...

Una Parola per le Periferie esistenziali

by Mauro 9. March 2014 12:00

           Quest’oggi avrò modo di condividere, all’interno della Assemblea missionaria diocesana di Treviso, una riflessione sul significato della chiamata di Papa Francesco il quale chiede alla Chiesa di venire fuori dalle sagrestie per abitare le periferie. Così ebbe ad esprimersi durante una delle riunioni generali che hanno preceduto il Conclave che lo ha riconosciuto quale Vescovo di Roma: "La Chiesa è chiamata a uscire da se stessa e dirigersi verso le periferie, non solo quelle geografiche ma anche quelle esistenziali… Quando la Chiesa non esce da se stessa per evangelizzare diviene autoreferenziale e si ammala".
           Bergoglio chiama la Comunità dei credenti a vivere pienamente l’esperienza di fede, cioè ad esprimerla con il dono della vita e non attraverso il possesso delle cose di Dio. More...

Lo Spettacolare può attendere: passa la scena di questo mondo!

by Mauro 5. March 2014 14:30

          Inizia oggi un tempo speciale per i cristiani cattolici, è il tempo della Quaresima un itinerario di quaranta giorni rivolto alla Pasqua, compimento di un cammino che è già, per ogni battezzato, esperienza pasquale. L’itinerario quaresimale serve, cioè, a riscoprire quello che già si è ricevuto.
            La celebrazione di oggi inizia con il cospargersi il capo con le ceneri. Segno della precarietà umana, riconoscimento del proprio limite, da soli si è “come polvere” ma è Dio che dona l’alito di vita e chiama all’esistenza. È esperienza di umiliazione e questo piuttosto che una svalutazione è un riconoscere che ogni persona sebbene piccola è preziosa agli occhi di Dio. È questo uno dei nodi cruciali dell’esistenza umana: cercare di essere preziosi per qualcuno, e questa ricerca porta a “svendersi” in base alle offerte di turno. Aprire gli occhi dinanzi al proprio valore è il senso dell’itinerario quaresimale, riconoscersi figli del Padre è l’esperienza liberante che porta alla celebrazione della Pasqua. More...

La vita è questione di Priorità e non di emergenze

by Mauro 2. March 2014 12:40

          In un tempo in cui si fa un grande abuso di ansiolitici, in cui lo stress viene ad essere riconosciuto come componente della società, capace di stimolare le capacità umane definendolo eustress, oppure di interferire sull’attività umana, cioè distress, compromettendo l’ordinario funzionamento fino ad arrivare alla patologia; in questo tempo risuona la Parola del Vangelo proposta oggi (Mt 6, 24 – 34) e condensata nel ridondante invito: “Non affannatevi”.

             Ma cosa c’entra il merimnao (affannarsi fino a soffocare il respiro del cuore, dividersi, fare le parti, morire) ripetuto per ben sei volte in questa pagina, con l’uomo contemporaneo?More...

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Chiara Corbella, la vita è un dono aperto all’eternità

by Mauro 24. February 2014 06:00

          Quella di Chiara Corbella e della sua famiglia è una storia da conoscere, e non tanto per l’eroicità di vita che vorrebbe, da alcuni, essere eretta a modello disincarnato a cui aspirare , bensì per il valore che, con la sua testimonianza di vita, restituisce all’oggi quotidiano che è l’unico tempo di cui ciascuno dispone per dono. Dell’oggi, è bene inteso, e dell’eternità di cui l’oggi è già parte.
            Una donna, Chiara, che ha attraversato i suoi timori, le paure ad affrontare la vita quando si è arresa, cioè ha smesso di cercare di possederla. Quando ha rinunciato a pretendere il suo progetto di vita con Enrico, che poi sarà il suo sposo, e lo ha consegnato a Dio.
            In un tempo, il nostro, in cui le fiction televisive ci propinano vite eroiche in cui l’aggressività o, comunque, il savoir faire  fanno essere protagonisti, la testimonianza di Chiara dice ben altro: la felicità viene dalla relazione con Dio Padre, quella che permette di cogliere appieno il Dono della vita.More...

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La memoria è apparteneneza ed apertura all'unicità

by Mauro 2. February 2014 20:30

          La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

             Così si esprimeva Paolo Borsellino negli ultimi anni vissuti nella nostra Palermo, terra che attende una nuova primavera.

           La memoria dei giorni ci permette di sentire l'appartenenza alla storia umana, cosicchè ciascuno sente di essere parte di chi lo ha preceduto e, al contempo, chiamato a fare la sua parte, unica e mai sostituibile.

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