Identità tra Appartenenza e Creatività

by Mauro 20. April 2013 22:00

     Tutti sperimentiamo insieme al bisogno di unicità, che ci fa essere esseri speciali e differenti, il bisogno di appartenenza, cioè di appartenere per non restare soli, senza relazione, privi di comunicazione, privi della presenza dell’altro. Questo atteggiamento ci espone all’altro dandogli il potere di influenzare la nostra vita, ciò sovente comporta sofferenza a motivo della perdita o del tradimento della persona che non è più presente. Taluni decidono, in questi casi, di chiudersi e di “non appartenere”, ripiegarsi su se stessi proprio perché l’assenza ricorda la ferita e fa venir meno la fiducia nell’altro.
         Proprio l’altro giorno durante un laboratorio progettuale volto a ripensare l’identità della nostra Città a fronte della proposta che facevo di inserire anche l’ “appartenenza” quale parola per declinare l’identità sociale alcuni colleghi  hanno replicato dicendo che oggi è impensabile parlare di “appartenenza” in una società in cui si difende il pluralismo e ancor di più nel nostro contesto ove “l’appartenere” viene associato all’affiliazione malavitosa.
        Queste considerazioni mi fanno riflettere, comprendo bene che l’orizzonte socio-culturale in cui viviamo sta attraversando una profonda trasformazione e mi chiedo se, pur tenendo conto del nostro “oggi”, noi umani possiamo vivere senza appartenenza!More...

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Il digitale luogo di socialità

by Mauro 16. March 2013 00:02

   Ho una questione irrisolta, una delle tante che mi frullano per la testa, che mi pare contribuisca a bloccare i processi di integrazione e di pacifica convivenza tra noi umani. Osservando più da vicino la gestione politica israeliana e di riflesso quella palestinese, mi rendo conto di come si fraintenda l’adattamento con il cristallizzare (faccio un Muro e definisco confini e luoghi abitabili), l’interazione con il passivizzare (ti riconosco o meno diritti ed in questo modo possiamo interagire pacificamente). La gestione politica cioè viene a perdere il contatto con l'umano, con il diretto destinatario dell'azione politica. A quel punto la politica diventa un qualcosa di astratto, scostante per la popolazione, è quel che è accaduto anche in Italia negli ultimi anni basta pensare a quando i politici affermavano che l'introduzione dell'euro non avesse comportato un rincaro dei prezzi pur mantenendo gli stessi salari. Nel mentre che la gente impattava con le conseguenze del mancato controllo dei prezzi chi stava al governo brindava perchè con la nuova moneta si era usciti dalla vorticosa svalutazione della lira!

       È da riconoscere, seguendo una elementare constatazione socio-antropologica, che ogni persona nell’adattarsi ad un contesto al contempo lo trasforma, non è proprio vero che l’inserimento umano è riducibile a mero adattamento passivo. In Italia così come in Israele la progettazione politica deve partire da un quadro antropologico di riferimento in cui l'umano è da considerarsi in tutte le sue parti senza possibilità di separazione. Ad esempio, come afferma il sociologo francese Edgar Morin, l'economia porta con sè le domande, le passioni, i desideri proprie dell'umano e che pertanto superano i semplici interessi economici.
       Più che parlare in termini esplicitamente politici voglio fare riferimento, per analogia, al mondo digitale, un mondo oggi comune a tutti, almeno ai più More...

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