Fare sentire la Voce per ritrovare la Cultura: Palermo non ci sta!

by Mauro 26. June 2015 12:55

    Finché un artista nella sua esplorazione espressiva si spinge a schizzare le sue tele di sangue si potrebbe             cogliere una “vena” direi originale,

       finché l’arte veicola le passioni  attraverso linguaggi inediti mi pare cosa del tutto naturale,

     ma quando l’arte si fa imitazione dei sacrifici liturgici, elogio del culto pagano, immersione nei corpi (di animali) per togliere vita e averne così (a detta dell’artista) una esperienza catartica “per esorcizzare il potenziale distruttivo dell’individuo e sbloccare i tabù sociali che immobilizzano la psiche”, allora colgo che siamo da un’altra parte.More...

La memoria è apparteneneza ed apertura all'unicità

by Mauro 2. February 2014 20:30

          La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

             Così si esprimeva Paolo Borsellino negli ultimi anni vissuti nella nostra Palermo, terra che attende una nuova primavera.

           La memoria dei giorni ci permette di sentire l'appartenenza alla storia umana, cosicchè ciascuno sente di essere parte di chi lo ha preceduto e, al contempo, chiamato a fare la sua parte, unica e mai sostituibile.

Nel tempo diamo senso e direzione alla vita vissuta. Festival dell'identità siciliana

by Mauro 11. January 2014 11:28

          Luoghi o persone che li abitano, possono essere colti da più punti di vista, prospettive che danno una suggestione e che certo continuano a celare, già attraverso il racconto, quel che ogni cosa è.
         Non è solo il luogo ad essere impregnato ed al contempo contaminare chi lo frequenta, è nel tempo che diamo senso e direzione all’esperienza, alla vita vissuta.
         A riguardo scienziati come Boltzamann direbbero che per le leggi naturali non è possibile distinguere neanche la direzione del tempo, se dal passato al futuro o viceversa, a me sembra sufficiente sapere che nel presente noi possiamo leggere l’esperienza vissuta, quel che accade, avvalendoci della memoria personale e della storia condivisa, ma certo è che la vita per tutti rimane Mistero da scoprire camminando giornalmente.
       Questo atteggiamento prende le distanze dal mero fatalismo che connota i racconti del Verga ove ’Ntoni Malavoglia o Mastro Don Gesualdo, i quali cercano di uscire dal luogo e dalla condizione in cui sono nati, trovano un destino avverso. Ritengo, diversamente, che l’avventura quotidiana è compito e trasformazione per ciascuno, ognuno trasforma i luoghi che abita e segna il tempo che vive.
         È questo anelito che trovo nell’azione sociale di Peppe Zambito, scrittore di Siculiana, il quale racconta il vivere siciliano descrivendone identità e forza culturale che permette alla nostra gente di affrontare la fatica, a volte proprio esasperante nella nostra isola, del quotidiano. Fra un paio di settimane a Montallegro, Zambito curerà la direzione artistica del KAOS, festival dell’editoria, della leglità e dell’identità siciliana.More...

Un Sistema che vorrebbe strapparci il senso della Giustizia (1)

by Mauro 10. June 2013 22:38

   “C'è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c'è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C'è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c'è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C'è pure chi educa, senza nascondere
l'assurdo ch'è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d'essere franco all'altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:ciascuno cresce solo se sognato”.

         Questi versi di Danilo Dolci fanno intuire la responsabilità educativa che ciascuno ha nei confronti degli altri ed in speciale modo nei confronti dei bambini e di quanti si apprestano ad affacciarsi alla vita adulta. Direi che oggi abbiamo responsabilità anche di fronte al mondo adulto che pare vivere da dormiente, come se anestetizzare la vita la rendesse più facile la traversata esistenziale.
        Certo ci sono momenti della vita davvero difficili ma è anche vero che la consapevolezza ci permette di attraversarli appieno altrimenti restiamo ancorati al passato, apparentemente rimosso ma, proprio per questo, continuamente presente! Come coltivare sogni, come osteggiare chi cerca quotidianamente di spegnere i nostri sogni? Come favorire la crescita di un Sogno comune?
        Vorrei soffermarmi sulla consapevolezza che abbiamo del nostro sistema sociale. Viviamo in un tempo che obbedisce a leggi di sistema che, a mio avviso cercando di spegnere i sogni, il desiderio di vita e l’interesse per la vita altrui. È così che si diventa quando si accetta di essere pedine di un sistema più grande, dinanzi al quale ci si sperimenta impotenti.
         Ascoltando il rap di Fabri Fibra si assiste ad una forte denuncia sociale, il rapper afferma di come l’uso della coca sia praticato in molti contesti per alleggerire la vita o per aumentare le prestazioni professionali, dal chirurgo al caminonista, dall’universitario al pensionato. L’autostrada della cocaina scorre velocemente nella nostra Nazione e questo fenomeno viene visto come marginale, l’attenzione è volta ad altro, alla disoccupazione, alle imprese che chiudono, alle dispute politiche, ma in realtà il sistema o va visto nella sua complessità o altrimenti si rimane miopi, si vede il segmento senza scorgere l’ampiezza del problema.More...

La Città spazio di Condivisione

by Mauro 11. April 2013 19:00

    Il Cinema “De seta” e le botteghe dei Cantieri Culturali della Zisa in questi ultimi due giorni sono stati teatro di pensiero e confronto per la costruzione di una idea condivisa di sviluppo di Palermo.
           Il Seminario Cittadino che ha visto coinvolti più di cento operatori del Pubblico, del Terzo settore e del mondo del Volontariato è stata una vera e propria officina partecipata e volta a prendersi cura della Città. 
           Una Città ferita da tante contraddizioni e cattive pratiche protratte nel tempo e consolidate anche a livello istituzionale, ma che vuole trovare guarigione attraverso la responsabilità attiva di ciascun cittadino.
           Oggi abbiamo da ripensare l’identità ed il ben-essere della Città ovverosia di quanti la abitano. In passato la Città aveva il compito di custodire, difendere e sostentare i suoi, per cui si ergevano alte mura, si provvedeva ad una accurata sorveglianza notturna e ad accumulare scorte ed acqua nelle cisterne in caso di imprevedibili assedi, oggi la funzione della polis è ben diversa e proprio per questo va ridisegnata a partire dalla nuova comprensione della sua identità.
            Partire dall’identità significa prestare attenzione alle Differenze, alle Memorie, alle Relazioni. Si perché a mio avviso bisogna ripensare la Comunità cioè l’essere in comune, e questo favorendo un tessuto di relazioni umane in cui ciascuno si sente riconosciuto ed accolto, ove le differenze si incontrano costruendo la Città.More...

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Sicilia, un Volto da scoprire

by Mauro 9. January 2013 18:00

         

 "La lotta alla mafia… non deve essere soltanto

una distaccata opera di repressione,

      ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolga tutti,

      che tutti abitui a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale,

      della indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità"

 

Paolo Emanuele Borsellino

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