Il silenzio che diviene Parola

by Mauro 14. June 2015 08:32

    I bambini ci chiedo di leggere e rileggere più volte le favole della vita, storie conosciute e sempre nuove, proprio perché l'essere umano porta in sè la capacità di far proprie le storie e ridirle attraverso la propria vita sempre creativa ed originale. L’universo cristiano, in particolare, ci rimanda ad un diverso modo di usare la parola, una prospettiva secondo cui attraverso la Parola, accolta e donata, la vita diviene feconda.

          Di fronte ad un mondo che pare avere mercificato la parola piegando i significati agli interessi di turno (si pensi alla politica o al mondo del marketing), l’uomo contemporaneo pare non trovare più le parole che lo portino all’interiorità, alla confidenza con il suo sentire profondo. È così che spesso in terapia assistiamo alla difficoltà a raccontarsi ad esprimere il vissuto profondo. A riguardo un testo importante per lo psicoterapeuta rimane il corpo, ciò che sembrerebbe incomunicabile a mezzo della parola appare ascritto nel linguaggio del corpo, così come nelle somatizzazioni della persona.More...

I guaritori feriti e la poesia della vita

by Mauro 4. June 2013 22:15

       L’immagine del “guaritore ferito” esprime bene la vita del terapeuta. Lui è un essere umano così come il paziente che ogni settimana una o più volte valica la soglia del suo studio, un luogo in cui il malessere e la sofferenza viene elaborata prima di tornare a sprigionare la vita. Parliamo di processi e non di attimi, gli insight sono frutto di un lungo percorso ove sovente si ha la sensazione di girare a vuoto, di non andare oltre. Un percorso la cui efficacia è data in parte, 50%, dallo strumento umano: il corpo vissuto!
        In terapia è quanto mai importante la risonanza emotiva del terapeuta, il corpo del terapeuta è cassa di risonanza del vissuto del paziente. Non c’è conoscenza terapeutica, inizio di una relazione terapeutica se il terapeuta non entra in empatia con la persona che ha innanzi.
        Questa prospettiva si scontra con il paradigma teorico che regge la mens filosofica propria dell’uomo moderno. Il nostro è il tempo del calcolo, tutto viene quantificato proprio perché il criterio è l’utilità. Se posso misurare una cosa posso verificarne la convenienza, e in questo la corporeità, intesa come vissuto soggettivo, costituisce un ostacolo.More...

Month List

RecentPosts