Nati non per morire ma per incominciare...

by Mauro 8. January 2017 00:36

           È un conflitto non violento quello che ci viene proposto dalla pagina evangelica di questa domenica (Mt 3, 13-17) in cui troviamo Gesù in fila con i peccatori per l’immersione nel Giordano.

        Stare nella condivisione con un popolo che vive le conseguenze dell’ingiustizia sociale è la scelta primaria di Gesù. È così che Lui inizia il suo ministero pubblico, l’aprirsi alla sua missione nel mondo. Lo fa mostrando una opportunità fattiva di rinascita, ossia di ripartenza ma non da soli.

       Tornano in mente le parole di Hannah Arendt, ebrea perseguitata dal regime nazista, che in uno dei suoi scritti affermava: «Gli uomini, anche se devono morire, sono nati non per morire ma per incominciare».More...

Il chinarsi di Dio

by Mauro 1. January 2017 09:45

     Un paio di giorni fa vivevamo nel Parco di Danisinni la Rappresentazione storica della Natività calandoci, attraverso le scenografie semplici e naturali, nel “lì e allora” del Natale del Signore.

    La pirrera, ossia la cava di calcarenite in cui si insedia, oggi, il Parco naturale di Sant’Agnese, ha offerto un teatro naturale riproducendo lo scenario della Betlemme del tempo e ci ha permesso di stare dentro al Racconto, per coglierne sfumature essenziali che hanno destato stupore per la “prossimità” scelta da Dio.More...

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Dio è altrove!

by Mauro 24. December 2016 21:51

   L’Evento del Natale smaschera ogni falsa immagine di Dio, ogni sorta di idealizzazione che porterebbe la vita umana ad una continua ricerca di perfezionismo e di astrazione dalla sua ordinarietà. È feriale il volto di Dio che si rivela nel Natale, e quante esistenze affannate cercano la sua immagine da un’altra parte imprigionandolo in schemi moralistici traducibili in comportamenti buoni per essere liberi dai sensi di colpa. Il Dio cristiano è altrove!More...

La parola “Accoglienza” ancora trova cittadinanza

by Mauro 3. December 2016 10:09

     Avvento è cammino di conversione e, quindi, spazio dato a Dio e all’altro nella propria vita. Per camminare veramente bisogna perdere le tante zavorre che vorrebbero dirsi indispensabili ma che, di fatto, schiavizzano la nostra vita. La zavorra del pregiudizio ad esempio, quella del “è tutto inutile” o, ancora, quella del “devo pensare a me”.

       Si inoltra nell’Avvento l’umanità che si decide per l’accoglienza di una proposta nuova, quella che sovverte i calcoli predefiniti, quella della gente disposta a ripartire malgrado tutto o di quanti riconoscono di avere bisogno dell’altro, della sua presenza, del suo aiuto.

     Oggi il Centro diaconale Valdese e la Comunità Sant’Egidio hanno accolto nella nostra Città tre famiglie di profughi siriani. Fratelli musulmani che fuggivano dalla minaccia di morte a motivo della guerra e che hanno trovato una porta aperta, un “corridoio umanitario”, così lo chiamano, e cioè una strada che alcuni hanno aperto prima di tutto facendo spazio dentro di sé.More...

Quel che resta quando tutto crolla

by Mauro 13. November 2016 10:03

         Rivoluzione copernicana in tema di spiritualità è quel che viene meditato questa domenica nelle chiese sparse per il mondo. È la questione di tutti i tempi che attraversa fedi e culture differenti: la ricerca di un luogo ove trovarsi e scoprire l’incontro con il Creatore.

      Il rischio è quello di cercare fuori, in un luogo o in un pensiero ideologico, la garanzia per la propria vita; oppure di rifugiarsi dentro di sé in una fede intimistica che aliena dal mondo finendo con l’idolatria del proprio ego.More...

Custodire la direzione di vita

by Mauro 23. October 2016 13:38

         C’è un combattimento che dà senso alla vita di ogni persona. Ciascuno lotta per una causa, si spende per dare motivo ed ottenere qualcosa di significativo per la propria esistenza e, ciò, a prescindere dal credo religioso. Si tratta dell’atteggiamento proprio dell’essere umano che abbisogna di un motivo per vivere e per guardare oltre.

            Quotidianamente, eppure, incontro persone che si sono passivizzate cadendo in uno stato depressivo di rinuncia e di abbandono. Alcune, mi dicono, a motivo della mancanza di sbocchi lavorativi o per i traumi subiti nella loro storia.More...

L'uomo è attesa!

by Mauro 6. August 2016 21:22

     La questione della meta che orienta il cammino dell’uomo è di fondamentale importanza per comprendere la cultura contemporanea. Se da un lato pare che l’umanità corra verso una direzione dall’altro si evince che sta fuggendo da qualcosa e, sappiamo bene, la paura non è mai maestra di vita!

           Si assiste, infatti, ad un fenomeno elusivo della meta ultima, come ad esorcizzare la consapevolezza della morte che, inequivocabilmente, si rivela quale dato certo della vita. Questa fuga determina uno stato ansiogeno che confonde il fine con la fine, il compimento con la perdita di tutto.

        A complicare il senso delle cose, inoltre, si aggiunge la distorta percezione del tempo in quanto l’umanità sembra fermarsi al presente, priva di prospettiva e di memoria, quasi timorosa di osare andare oltre.More...

Una Società obesa manca di custodia

by Mauro 17. July 2016 10:29

      Accogliere è proprio dell’uomo evoluto, l’atteggiamento di chi si dà valore e non ha bisogno di primeggiare sull’altro per riconoscersi. Nel mondo antico l’ospitalità rimandava alla sacralità della vita, in quanto ciascuno si faceva custode del viandante, facendolo riposare e rifocillare. Soprattutto per i popoli nomadi ciò costituiva un principio di condivisione e non solo di ciò che è materiale: il tetto è un bene ma lo è anche la relazione.

      Si pensi ad una vita senza amici, senza persone con cui potere parlare per sfogarsi o capire, elaborare le questioni interiori. Si immagini un’esistenza senza gioco o scherzo, un quotidiano scandito dalla seriosità del dovere e del lavoro, del produrre per guadagnare. Si pensi all’elevata quota di sofferenza legata alla solitudine propria della società dei consumi!

L’accoglienza apre i confini interiori, espone alla sorpresa, alla scoperta del nuovo, ad emozioni e conoscenze inedite, a pensare la vita diversamente da quel a cui si è abituati.More...

Dalla Meta dipenderà

by Mauro 10. July 2016 10:24

    Una delle ferite più gravi del nostro tempo è la mancanza di ascolto che invalida le relazioni e ne compromette la qualità riducendo i rapporti umani su di un piano formale.

    E ciò non solo a causa di etichette sociali o di pregiudizi che si rivelano profondi ostacoli tra popoli e famiglie all’interno di essi. Ma anche per una manifesta spinta all’individualismo culturale, in quanto su di esso si fonda il mercato dei consumi: più sei solo e più avrai bisogno di cose da cui trarre appagamento.

    Le pagine della Scrittura di questa domenica vengono ad intrigarsi di questo aspetto e a fare luce su quel che abbisogna, nel profondo, l’essere umano. Ascoltiamo il Vangelo del samaritano (Lc, 10, 25) quello che descrive il viaggio di uno straniero, uno da tenere alla larga e che, sorprendemente, mostra come entrare nelle questioni della vita, imbrattandosi se è il caso.More...

Avete da mangiare?

by Mauro 13. May 2016 10:24

     Nel corso della Missione di strada che stiamo vivendo a Danisinni il Vangelo di oggi (Gv 21) pare illuminarci rispetto al senso delle cose che sperimentiamo in questi giorni.

       Il contesto di questa pagina è quello meno favorevole, una notte di pesca andata a buca, in un tempo in cui Pietro deluso per la sorte del Maestro, per il quale aveva lasciato tutto, ora si ritrova a pescare come un tempo. Proprio in questa cornice Gesù trova il momento favorevole per rivelarsi in modo definitivo. Pietro si è arreso, è inerme di fronte al proprio fallimento e incapace di fare da solo.

     Di fronte alla mortificazione l’uomo può avvilirsi e vivere da arrabbiato o depresso, oppure può finalmente consegnare la propria vita al Signore.More...

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