Chi dona rinasce

by Mauro 16. July 2017 10:45

    Ci fermiamo stamane a dare ascolto alla Parola domenicale che centra ed illumina l’agire quotidiano della nostra Comunità. Tante opere, altrimenti, non avrebbero senso se fine a se stesse o, comunque, perderebbero del loro valore intrinseco se prima e dopo non permanesse un orizzonte di senso a guidare l’agire quotidiano.

Abbiamo bisogno, infatti, di parole per dare significato e direzione alla nostra vita, anche se a volte ci sono accadimenti che lasciano sgomenti e che vorrebbero mettere a tacere il racconto della nostra esistenza.More...

Rinasce chi si lascia amare

by Mauro 23. April 2017 10:26

            L’esistenza di ciascuno può trascorrere a porte chiuse, quasi con la parvenza di stare al sicuro, proteggersi ed essere felici. Assistiamo attoniti alla meticolosa pianificazione di alcuni che stanno a scorgere nemici e a cercare sempre nuove strategie di difesa fino alla guerra “preveniente”, qualora l’altro avesse intenzione di attaccare!
           È la paura a reggere la logica di inimicizia e di antagonismo. Le guerre, tutte le guerre, sono rette dalla paura, si pensi oggi a quel che sta accadendo nello scenario mondiale e a come la paura generi nuovi nemici con cui contendere.
           Uomini e donne, così come intere nazioni, impegnati in questa postura di vita dimentica che l’altro è parte di sé e che, in fondo, il vero nemico non è fuori ma dentro se stessi quando non si è riconciliati con la propria storia.More...

La buona battaglia/3

by Mauro 15. April 2017 20:38

    La Pasqua ci svela il senso delle cose, la battaglia che stiamo affrontando nel nostro quotidiano. Le donne che si recano al sepolcro continuano a nutrire un desiderio d’incontro con il proprio Signore, sono ferite ma ancora continuano a cercare anche se di fatto portano una memoria di morte, è il Cristo deposto nel sepolcro che cercano.

Spesso il combattimento della vita è distorto dalle ferite che portiamo. Loro erano deluse e addolorate, avevano visto crollare il Maestro perché ancora leggevano quell’evento, la Crocifissione, secondo categorie di progetto e di successo di vita. La loro memoria non riesce a superare la morte, portavano l’umana consapevolezza dei limiti della propria natura ed in particolare la paura di perdere e di vedere finire tutto. È il timore di tutta l’umanità, il timore primordiale che ha fatto della relazione con Dio un nascondimento, un sottrarsi al suo sguardo.More...

La buona battaglia/2

by Mauro 15. April 2017 10:20

    La vita spirituale abbisogna dell’ascolto della Parola, si tratta di rimanere in essa per lasciarla sedimentare e, man mano, fecondare.

Sappiamo bene che potrebbe scaturire una sorta di angoscia per il mancato effetto subitaneo. Il silenzio spirituale, così come l’aridità nel percorso, potrebbero essere confusi con la mancanza di cammino o dubbio sulla veridicità dell’Interlocutore e della sua Parola. Per la naturale progressione spirituale è necessario lasciar perdere l’euforia di un momento o la ricerca esterna, a volte estenuante, di segni e sensazioni come se la vita spirituale fosse ridotta a percezione esterna. Il cammino spirituale, piuttosto, presuppone lo scendere in profondità per cambiare, dal di dentro, il gusto e lo sguardo verso le cose del mondo.

Il contrario equivarrebbe a ridurre il segno di Dio, ad esempio, nella bellezza fisica di una persona o nella sua capacità performativa e, di conseguenza, a misconoscere la presenza e lo sguardo di Dio su una persona brutta d’aspetto o limitata, deformata nel suo corpo. Lo stesso vale quando si cerca conferma della propria vita spirituale in una sorta di quietismo o pace da corso yoga.More...

La buona battaglia/1

by Mauro 11. April 2017 10:11

    Oggi si parla poco di cammino spirituale in termini di combattimento o di lotta per custodire la buona battaglia. Eppure ciascuno si trova impegnato nel far fronte a parecchie sfide quotidiane. In un tempo ipercinetico, e di simultanee connessioni con il mondo circostante, le sollecitazioni sono sempre più pressanti e molteplici.

Tanti pur misconoscendo la loro dimensione spirituale restano comunque affascinati dalla magia e dai rituali che finiscono col consegnare le proprie scelte ad un talismano. Altri si rifugiano in pratiche meditative, corsi yoga capaci di dare una maggiore concentrazione e parvenza di potere per meglio affermarsi nella ascesa sociale, meta ricercata come divinità a cui paiono consacrarsi. Non mancano, altresì, quanti ricorrono a stupefacenti per avere una massima resa , sentendosi in dovere di spostare sempre più il limite del loro essere “umani”.

Assistiamo, pertanto, ad uno smisurato ventaglio di arrangiamenti che, di fatto, denunciano il proprio bisogno di cura spirituale anche se finiscono, puntualmente, con lo schiavizzare l’individuo in gabbie esistenziali sempre più fitte e asfissianti.More...

Giù la maschera!

by Mauro 26. February 2017 09:23

     La paura dell’abbandono, quella dell’essere dimenticati, è una delle emozioni che almeno una volta ha attraversato la storia di ciascuno. Non è facile sostenere l’assenza dell’altro, la mancanza e il sentirsi dimenticati. Ciascuno è fatto per stare in relazione e il sapere sostenere il tempo di solitudine è frutto di un percorso in cui ci si è sentiti riconosciuti e amati gratuitamente.

In questa domenica il profeta Isaia (49, 14-15) ha delle parole dense di significato. Con esse allinea l’aspettativa umana rimandandola all’esperienza con Dio, l’unico da cui si può sperimentare un riconoscimento così grande da potere sanare ogni delusione o ferita.

Sempre più mi rendo conto, durante il mio ascolto quotidiano, di come l’umanità abbisogni di questa scoperta per riconciliarsi con la propria storia perché, altrimenti, un’aspettativa mal riposta non fa altro che acuire ripetute delusioni e melanconie esistenziali.More...

Disobbedienza civile, dipende da quel che si ascolta

by Mauro 19. February 2017 13:48

   La perdita di autorevolezza della parola fa sì che, quotidianamente, ascoltiamo tante disquisizioni costruite su parole vuote di significato. Confronti pretestuosi, gli stessi che generano guerre intestine tra popoli o fratture indelebili tra amici o parenti.  Nella cultura del significato relativo, l’individuo resta sempre più solo, ferito e malinconico, proprio perché isolato dalla parola vacua.

La parola, comprendiamo bene, rende la specie umana capace di attribuire significati, capace di negazione e, con un semplice avverbio, creare distanza dal pensiero altrui. È così che la persona privata di parole viene ridotta a solitudine e, di conseguenza, a debolezza manipolabile. 

Nel mentre che l’uomo cerca ricette magiche affidandosi a fantomatici guru (basta un “centro benessere” per diventarlo) e a pratiche meditative per trovare il nirvana, la Scrittura offre una prospettiva controcorrente, folle per la società dei consumi che vorrebbe abitarci. More...

Nati non per morire ma per incominciare...

by Mauro 8. January 2017 00:36

           È un conflitto non violento quello che ci viene proposto dalla pagina evangelica di questa domenica (Mt 3, 13-17) in cui troviamo Gesù in fila con i peccatori per l’immersione nel Giordano.

        Stare nella condivisione con un popolo che vive le conseguenze dell’ingiustizia sociale è la scelta primaria di Gesù. È così che Lui inizia il suo ministero pubblico, l’aprirsi alla sua missione nel mondo. Lo fa mostrando una opportunità fattiva di rinascita, ossia di ripartenza ma non da soli.

       Tornano in mente le parole di Hannah Arendt, ebrea perseguitata dal regime nazista, che in uno dei suoi scritti affermava: «Gli uomini, anche se devono morire, sono nati non per morire ma per incominciare».More...

Il chinarsi di Dio

by Mauro 1. January 2017 09:45

     Un paio di giorni fa vivevamo nel Parco di Danisinni la Rappresentazione storica della Natività calandoci, attraverso le scenografie semplici e naturali, nel “lì e allora” del Natale del Signore.

    La pirrera, ossia la cava di calcarenite in cui si insedia, oggi, il Parco naturale di Sant’Agnese, ha offerto un teatro naturale riproducendo lo scenario della Betlemme del tempo e ci ha permesso di stare dentro al Racconto, per coglierne sfumature essenziali che hanno destato stupore per la “prossimità” scelta da Dio.More...

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Dio è altrove!

by Mauro 24. December 2016 21:51

   L’Evento del Natale smaschera ogni falsa immagine di Dio, ogni sorta di idealizzazione che porterebbe la vita umana ad una continua ricerca di perfezionismo e di astrazione dalla sua ordinarietà. È feriale il volto di Dio che si rivela nel Natale, e quante esistenze affannate cercano la sua immagine da un’altra parte imprigionandolo in schemi moralistici traducibili in comportamenti buoni per essere liberi dai sensi di colpa. Il Dio cristiano è altrove!More...

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