La sfida educativa nell'Universo 2.0

by Mauro 9. March 2017 14:36

     La sfida educativa è certo un ambito di primaria importanza per contribuire alla crescita e allo sviluppo di questo mondo che, attualmente, vive una profonda crisi dell’umano da ricondursi alla ferita dell’inter-umano.

Il bisogno è grande e non si tratta di fare analisi concettuali senza poi sortire alcun effetto. C’è bisogno di testimoni, uomini e donne che sappiano vivere e attraverso la loro testimonianza e cioè sacrificio sino al martirio, mostrare una postura diversa nel prendersi cura della loro e altrui storia.More...

ma non sapevano che siamo semi!

by Mauro 5. March 2017 12:06

   L’attuale dibattito parlamentare in merito all’eutanasia è uno spaccato che ci mostra come la politica odierna manchi di un pensiero, di una visione antropologica da cui muoversi per leggere la realtà. Ci siamo già soffermati, in altri post, su come la tecnica generi nuovi paradigmi culturali che vengono a mutare la percezione che l’essere umano ha di sé nel tempo e nello spazio, e l’approccio a questo argomento ne è espressione.  

Zumare l’obiettivo sul trattamento del “fine vita” di Fabiano Antoniani per disquisire, poi, su leggi generali da applicare al particolare è davvero artificioso perché, a mio avviso, il fatto in sé rimanda in primo luogo ad una riflessione sul valore della vita e della sofferenza all’interno di essa.

Intendo bene che il tessuto culturale contemporaneo cerca in tutti i modi di esorcizzare il tema del dolore così come quello della morte e, di conseguenza, del limite umano. L’individuo è contemplato nella sua capacità produttiva o nel tratto estetico e socialmente affascinante.More...

Giù la maschera!

by Mauro 26. February 2017 09:23

     La paura dell’abbandono, quella dell’essere dimenticati, è una delle emozioni che almeno una volta ha attraversato la storia di ciascuno. Non è facile sostenere l’assenza dell’altro, la mancanza e il sentirsi dimenticati. Ciascuno è fatto per stare in relazione e il sapere sostenere il tempo di solitudine è frutto di un percorso in cui ci si è sentiti riconosciuti e amati gratuitamente.

In questa domenica il profeta Isaia (49, 14-15) ha delle parole dense di significato. Con esse allinea l’aspettativa umana rimandandola all’esperienza con Dio, l’unico da cui si può sperimentare un riconoscimento così grande da potere sanare ogni delusione o ferita.

Sempre più mi rendo conto, durante il mio ascolto quotidiano, di come l’umanità abbisogni di questa scoperta per riconciliarsi con la propria storia perché, altrimenti, un’aspettativa mal riposta non fa altro che acuire ripetute delusioni e melanconie esistenziali.More...

Danisinni e le pratiche di bene

by Mauro 21. February 2017 13:58

     I colori dell'Amazzonia arrivano a Danisinni, è così che dal dono delle donne Indios la Comunità di Danisinni continua a sperimentarsi in pratiche di comunione, "Volevano seppellirci ma non sapevano che eravamo semi..."

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Disobbedienza civile, dipende da quel che si ascolta

by Mauro 19. February 2017 13:48

   La perdita di autorevolezza della parola fa sì che, quotidianamente, ascoltiamo tante disquisizioni costruite su parole vuote di significato. Confronti pretestuosi, gli stessi che generano guerre intestine tra popoli o fratture indelebili tra amici o parenti.  Nella cultura del significato relativo, l’individuo resta sempre più solo, ferito e malinconico, proprio perché isolato dalla parola vacua.

La parola, comprendiamo bene, rende la specie umana capace di attribuire significati, capace di negazione e, con un semplice avverbio, creare distanza dal pensiero altrui. È così che la persona privata di parole viene ridotta a solitudine e, di conseguenza, a debolezza manipolabile. 

Nel mentre che l’uomo cerca ricette magiche affidandosi a fantomatici guru (basta un “centro benessere” per diventarlo) e a pratiche meditative per trovare il nirvana, la Scrittura offre una prospettiva controcorrente, folle per la società dei consumi che vorrebbe abitarci. More...

Nati non per morire ma per incominciare...

by Mauro 8. January 2017 00:36

           È un conflitto non violento quello che ci viene proposto dalla pagina evangelica di questa domenica (Mt 3, 13-17) in cui troviamo Gesù in fila con i peccatori per l’immersione nel Giordano.

        Stare nella condivisione con un popolo che vive le conseguenze dell’ingiustizia sociale è la scelta primaria di Gesù. È così che Lui inizia il suo ministero pubblico, l’aprirsi alla sua missione nel mondo. Lo fa mostrando una opportunità fattiva di rinascita, ossia di ripartenza ma non da soli.

       Tornano in mente le parole di Hannah Arendt, ebrea perseguitata dal regime nazista, che in uno dei suoi scritti affermava: «Gli uomini, anche se devono morire, sono nati non per morire ma per incominciare».More...

Ogni persona è una storia inedita

by Mauro 5. January 2017 20:43

       A compimento del tempo natalizio ci viene presentata la figura dei Magi, uomini che dall’oriente si recano a Betlemme perché guadando il cielo hanno colto un segno. Interessante, dunque, è che il loro mettersi in cammino deriva dallo sguardo rivolto al cielo, dall’apertura al mistero che li sovrasta, e lì scorgono un segno che hanno bisogno di comprendere.

      Loro vanno a Gerusalemme, il luogo del Tempio ove viene approfondita, compresa e trasmessa, la Parola di vita, perché intendono leggere il segno e dargli un significato.More...

Il chinarsi di Dio

by Mauro 1. January 2017 09:45

     Un paio di giorni fa vivevamo nel Parco di Danisinni la Rappresentazione storica della Natività calandoci, attraverso le scenografie semplici e naturali, nel “lì e allora” del Natale del Signore.

    La pirrera, ossia la cava di calcarenite in cui si insedia, oggi, il Parco naturale di Sant’Agnese, ha offerto un teatro naturale riproducendo lo scenario della Betlemme del tempo e ci ha permesso di stare dentro al Racconto, per coglierne sfumature essenziali che hanno destato stupore per la “prossimità” scelta da Dio.More...

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Dio è altrove!

by Mauro 24. December 2016 21:51

   L’Evento del Natale smaschera ogni falsa immagine di Dio, ogni sorta di idealizzazione che porterebbe la vita umana ad una continua ricerca di perfezionismo e di astrazione dalla sua ordinarietà. È feriale il volto di Dio che si rivela nel Natale, e quante esistenze affannate cercano la sua immagine da un’altra parte imprigionandolo in schemi moralistici traducibili in comportamenti buoni per essere liberi dai sensi di colpa. Il Dio cristiano è altrove!More...

L'Ascolto di un uomo

by Mauro 17. December 2016 12:14

          L’uomo è mistero, eppure di fronte alla complessità della vita certuni si adoperano per controllare e governare ogni cosa, illusi di nutrire un potere onnipotente. 

     L’individuo si trova tradito dalla realtà che, sottraendosi a quel che aveva preventivato, gli mostra una via differente e a volte inedita. È a quel punto che può subentrare la risposta vittimistica di chi si piange addosso o quella reattiva di chi arriva persino all’aggressione della realtà circostante.

           Diverso approccio ha la persona consapevole del proprio limite e che, quindi, sta nelle cose della vita con fare esplorativo e interessato rispetto a quel che man mano può scoprire. Differente, infatti, è percepire la vita quale scoperta da creare e non quale conquista da possedere!

        Ciò comporta stare nelle relazioni, senza fuggire da esse, sostenere la fatica ed il dubbio, quello di chi sa che la vita altrui è sempre avvolta da mistero. More...

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