Epifania è custodire il quotidiano

by Mauro 6. January 2019 10:09

   Epifania dal verbo epiphànein, composto di epì, “dall'alto”, e phànein “apparire”. La festa di oggi racconta un assetto di vita, cioè un modo di stare nel cammino quotidiano non rimanendo chini su se stessi ma elevando lo sguardo in alto.

   Il processo di umanizzazione abbisogna dell'ascolto ma quando si resta in una visuale bassa l'ascolto è scarno di intuizioni, frutto di mero calcolo ed evidenzia umana. Cioè diventa logica di interesse e di convenienza e la persona perde lo spessore della sua dignità cioè la capacità di contemplare e mirare oltre i confini.More...

Tornare ad essere famiglia

by Mauro 31. December 2018 21:07

  L'uomo contemporaneo ha smarrito il suo posto, pare affannarsi per conquistare uno spazio e la garanzia del vivere ma, in realtà, non riesce a trovare un posto che lo rassicuri sulla legittimità della propria esistenza. I botti di fine d'anno sembrano un modo per cacciare via l'esperienza passata, come se la novità di un nuovo anno potesse reggersi da sé, senza tenere conto di quel che è stato prima.

Una maniera magica di rinnegare la propria storia, aspettandosi in modo fatalistico chissà quale fortuna dall'anno nuovo, pare frammentare ulteriormente la nostra generazione. Così come si sfugge dalla continuità temporale si sfugge da quella relazionale, è venuta meno la famiglia ed il senso del legame perchè, in questo modo, l'uomo ha preteso di diventare finalmente libero!More...

Siamo dono, ecco il Natale

by Mauro 25. December 2018 21:17

     La qualità dello spazio e del tempo dipende da chi li abita. È il nostro modo di essere nella storia a dare valore ai nostri giorni e portare frutto lì dove siamo. L'esperienza del Natale è, per sempre, un'esperienza di “grande luce” che irrompe nel buio della storia e dei luoghi feriti dalla disumanizzazione. Sì, il Natale viene a restituire verità all'umano e a dare dignità ad ogni persona a prescindere dal suo status sociale o dai travagli che porta nella sua vita.

    Il segno a cui i pastori, gente comune, sono rimandati è un accadimento ordinario, naturale, un bimbo che giace in una mangiatoia. Sappiamo bene che quel segno è frutto del “sì” di Maria e di Giuseppe, è il frutto di una fiducia nella promessa di Dio, è la risposta di persone comuni che si sono messe in cammino riconoscendo che il Signore della storia può operare attraverso la vita di ognuno.More...

L'ospitalità rende fecondi

by Mauro 23. December 2018 16:27

   A fronte della logica dell'esclusione e del difendere il proprio per sopravvivere, oggi la Parola della liturgia ci mostra una prospettiva inversa, quella dell'accoglienza per restare fecondi!More...

La società civile non può produrre "scarti"

by Mauro 22. December 2018 21:29

   Assistiamo alla crisi dell'umano, una crisi profonda così come si evince dall'efferato omicidio di  Aid "Aldo" Abdellah“, artista che viveva per strada nella nostra Palermo.

    Proprio oggi nel mentre che si svolgeva il rito funebre, portando dentro una domanda aperta per simile tragedia, con la Comunità di Danisinni ci siamo recati a Favara per visitare la Farm Cultural Park ed immergerci nel sogno realizzato da Andrea Bartoli e dalla Comunità della Farm.

     Lì abbiamo conosciuto da vicino come è possibile prendersi cura e coltivare i beni della Comunità.More...

Siamo tutti debitori

by Mauro 13. December 2018 10:47

       Abbiamo bisogno di riappropriarci di termini come “gratuità” e “gratitudine”, e non tanto per una questione lessicale ma per restituire dignità all'umano, proprio perchè siamo stirpe capace di dono gratuito e di gioia per il fatto stesso di esistere. La gratuità presuppone la gratitudine!

       L'essere nati è il primo dono che non è affatto scontato, esserci con la propria unicità è già un regalo  e questa esperienza pone, fin da subito, in relazione con l'altro da cui si è accolta la vita. L'esperienza cristiana, poi, non si ferma a riconoscere la natura in quanto tale ma parla di creato in quanto vi riconosce l'impronta del Creatore. L'ambiente e chi lo abita, pertanto, sono frutto di un desiderio ed è questa volonta a permettere che le cose siano.More...

Tempo di Avvento per restare umani

by Mauro 9. December 2018 08:52

  Ci sono eventi che spiazzano perchè non programmati, fatti imprevedibili che destano meraviglia e il relativo bisogno di ripensare la propria esistena. Sembra che l'agire di Dio nella Scrittura venga puntualmente descritto in questi termini,  il Suo ingresso nella storia dell'umanità rompe lo schema linerare di causa ed effetto in quanto introduce la categoria della “possibilità”. È la logica della misericordia che non si lascia fermare dal peccato dell'uomo cadendo in una sorta di retribuzione a seconda delle prestazioni ottenute. Dio è molto di più dell'agire umano eppure tesse la sua opera attraverso la risposta dell'uomo!More...

Il tempo dell'attesa

by Mauro 5. December 2018 10:03

      Stare nel tempo dell'attesa è un'arte rara ai nostri giorni. Abituati a trattare l'esistenza in base ai risultati e alle soluzioni immediate sembra del tutto inutile attendere, stare in fila o nella sala d'aspetto. Addestrati a riempire ogni tempo, anche in ascensore intenti a smanettare con lo smartphone, sembra assurdo non occupare il tempo.More...

Ogni cosa ha la sua stagione

by Mauro 2. December 2018 08:34

      L'esistenza umana scorre sul piano della imprevedibilità. Se da un lato possiamo provare a misurare il tempo mai arriveremo a controllarlo o fermarlo. A ciascuno è dato di vivere e di essere nel tempo, e proprio per questo non è appropriata l'espressione “non ho tempo” in quanto il tempo non lo possediamo affatto!

       La spiritualità cristiana offre un criterio per stare nel tempo, vigilando perchè altrimenti si potrebbe essere portati da una parte o dall'altra a seconda delle spinte di turno ma senza consapevolezza, dunque in balìa delle mode del momento.More...

Fede è tenersi

by Mauro 28. November 2018 20:02

       Nel cammino quotidiano abbiamo bisogno di scoprire quale relazione regge la nostra esistenza e su cosa poggiare ogni cosa per continuare a camminare. Abbiamo bisogno di venire fuori da rapporti schiavizzanti, da relazioni di dipendenza che impediscono l'ascolto ed il desiderio proprio della fede.

        La fede, infatti, è desiderio. Ben altra cosa sono i rapporti basati sulla brama di conoscere per possedere l'altro, come se questo fosse davvero possibile!

        La fede è intuizione, apertura al mistero, riconoscimento che ogni cosa nella sua essenza è indicibile e di fronte alla presenza di Dio occorre semplicemente tacere.

      La fede scaturisce dall'ascolto, dal fare spazio dentro di sé affinchè la presenza dell'Altissimo possa trovare una breccia per raccontarsi.More...

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